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Spegni lo smartphone, ti devi operare!

Ognuno può può osservare in qualsiasi momento del giorno singoli o gruppi familiari che si affannano con lo smartphone, a ricercare notizie o a connettersi ad altri utenti. Questo atteggiamento compulsivo fa sì che molti ragazzi dichiarino di non poterne fare a meno. Sono molti i casi in cui questo bisogno incontrollabile è stato causa di incidenti stradali od ha causato disgrazie di vario genere, come è accaduto ad un trentenne, caduto sotto al treno nella metropolitana, nel tentativo di recuperare il prezioso smartphone.

Il problema si ripropone anche in ambito medico, sia perché alcuni medici, a forza di schedare i pazienti su computer ne perdono la percezione clinica oltre che l’empatia umana. Ma anche sul fronte opposto , quello dei pazienti, si osservano degli atteggiamenti devianti, che rendono difficile al medico “fare squadra” con il proprio assistito.

Nota il dott. Papadakos, direttore del centro di medicina critica dell’università di Rochester:

Giro per il pronto soccorso e vedo un ragazzo investito da un’auto in attesa dell’intervento chirurgico che digita e si fa selfie, circondato da familiari impegnati nella stessa attività. Quando un anestesista si avvicina per chiedergli l’anamnesi ed eventuali allergie, gli viene risposto «un attimo, devo finire di scrivere». E così quel rapporto empatico ed umano diviene discontinuo, le informazioni sono frammentate e tutto questo costituisce un pericolo per il paziente. Anche le informazioni fornite dal medico sono mal comprese.

Condivido appieno le e osservazioni fatte dal Collega, e mi capita tutti i giorni nella pratica clinica di parlare con parenti cui chiedo di spegnere il telefono, che viene invece solo silenziato, e mentre dò loro informazioni su un intervento appena eseguito su un loro caro, mi trovo di fronte facce distratte, con l’occhio che corre di continuo allo schermo del maledetto telefonino.

Solo gli anziani non soffrono tutti di questo problema; spegnete lo smartphone per qualche minuto, ascoltate cosa ha da dirvi il medico, fate tutte le domande che avete il diritto, ma anche il dovere di porre, rallegratevi se le notizie sono buone, soffrite ed elaborate per quelle brutte, abbracciatevi.

Dopo, ma solo dopo, senza indugio, comunicate al vostro mondo le notizie, e, se è il caso, fatevi un bel selfie.

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