Migliorare il decorso postoperatorio: il protocollo ERAS

Da molti anni si sta studiando come migliorare il decorso postoperatorio e rendere il recupero del paziente più rapido, riducendo allo stesso tempo le complicanze. Tutti questi studi sono stati riuniti ed organizzati in quello che è stato definito: protocollo ERAS, parola che significa miglioramento del decorso postoperatorio (Enhanced Recovery After Surgery).

Vediamo in cosa consiste e quali benefici offre.

Preoperatorio

Proprio come se il paziente dovesse eseguire una prestazione sportiva gli viene chiesto di smettere di fumare, di seguire un’alimentazione sana (secondo una dieta prescritta) e di eseguire circa 30 minuti di attività fisica quotidiana. Gli viene consentito di alimentarsi fino a 6 ore prima e viene raccomandata una bevanda zuccherata 4 ore prima dell’intervento, per non lasciare l’organismo senza carburante durante l’intervento.

Al paziente viene spiegato bene, con l’uso di figure, in cosa consiste l’intervento e come affrontare il postoperatorio; queste semplici informazioni, che eventualmente il paziente può integrare con un elenco di domande, già di per sé gli permette di affrontare in maniera consapevole l’intervento, con meno ansia.

Postoperatorio

Scala del dolore
Scala del dolore

Nel periodo postoperatorio, già al risveglio, il paziente riceverà una terapia antidolorifica sufficiente per il suo benessere, sia sotto forma di fleboclisi che con sottili cateteri. L’assenza di dolore è fondamentale nel processo di guarigione perché permette di lasciare precocemente il letto, già poche ore dopo l’intervento; al paziente viene fornito una sorta di righello in cui indicare visivamente l’intensità di dolore provato, se presente.

La precoce mobilizzazione aiuta a rimettere in movimento tutti i processi interrotti dalla fase operatoria: circolazione venosa, respirazione, movimento intestinale.  Quindi nella maggior parte degli interventi sarà possibile bere già poche ore dopo l’intervento e spesso mangiare già l’indomani. Catetere vescicale e sondino naso gastrico non sono quasi mai presenti o vengono tolti presto.

Il decorso postoperatorio è ulteriormente migliorato dall’associazione delle tecnologie mini-invasive al protocollo ERAS. Infatti già la laparoscopia in sé riduce la produzione di sostanze infiammatorie da parte dell’organismo ed allo stesso tempo, non comportando vaste incisioni muscolari, non determina dolore eccessivo.

Quindi niente più lunghi soggiorni a letto per i pazienti, riducendo quelle patologie indotte proprio da una stasi prolungata: trombosi venose, polmoniti, versamenti pleurici, prolungato affaticamento muscolare, distensione addominale, ma una mobilizzazione precoce.

Questo schema postoperatorio si può applicare a tutti gli interventi chirurgici addominali e la differenza si nota soprattutto in quelli più grandi: resezioni del colon, resezioni dello stomaco, chirurgia del pancreas e del fegato, chirurgia della milza e del rene, ma, naturalmente la sua efficacia si nota anche nella colecistectomia o nella plastica dell’ernia iatale.

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