Hamburger e patatine

Come mangiare con l’ernia iatale?

Questa è una domanda che mi viene posta spesso e che ha una soluzione che deve essere personalizzata in relazione alle situazioni. Infatti l’ernia iatale può essere piccola o grande, essere associata al reflusso gastroesofageo od altrimenti presentare una sintomatologia extradigestiva come ad esempio tachicardia o extrasistoli.

Anorexia Guy

Il primo concetto è quello di mangiare poco se si è portatori di ernia iatale; questo concetto di base, che vale per tutti, nei pazienti affetti da questa patologia vale ancora di più. Innanzitutto perché lo stomaco dilatandosi aumenta la pressione addominale che lo fa sporgere ancora di più nella cavità toracica, ed in secondo luogo perché se è presente reflusso questo si aggrava.

Meglio quindi distribuire gli alimenti, sia nella patologia da reflusso gastroesofageo che nell’ernia iatale, in 5-6 piccole razioni, sempre senza provare sensazione di sazietà.

Bisogna anche bere lontano dai pasti, sia per non diluire i succhi gastrici che per evitare la sovra distensione dello stomaco.

Naturalmente come mangiare occupa la stessa importanza del cosa mangiare nell’ernia iatale e nel reflusso gastroesofageo, anche se spesso dalla sola dieta difficilmente si può pensare ad un radicale cambiamento della situazione. Infatti quando lo slargamento dello iato esofageo è troppo ampio, la situazione è ormai troppo compromessa. È possibile invece prevenire questo slargamento perdendo peso ed evitando tutte quelle situazioni che aumentino la pressione all’interno dell’addome; quindi le donne, non potendo evitare le gravidanze, devono però evitare l’eccesso ponderale che spesso si associa.

Il sollevamento di carichi pesanti e le attività fisiche impegnative ed anaerobiche, come il sollevamento pesi e gli esercizi in palestra, sono da evitare, soprattutto a stomaco pieno. Anche cinture troppo strette determinano nei portatori di ernia iatale, soprattutto se corpulenti, un aumento della pressione endoaddominale.
Altra attività da evitare è la musica; sì ma non il violino o l’arpa, bensì gli strumenti a fiato (tromba, trombone, corno inglese, cornamusa, ecc.) ed il canto, soprattutto la lirica che impegna moltissimo, cosa nota, il diaframma del paziente.

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