Tumore del rene

Il rene è un organo posto nella parte superiore dell’addome, posteriormente all’intestino,
quindi nel retroperitoneo. Topograficamente è sotto le ultime coste. Ha la forma di un “grosso fagiolo” e presenta una zona centrale, detta filo, dove convergono l’arteria e la vena renale.

L’urina che viene prodotta dal rene si raccoglie nella pelvi (o bacinetto), e viene eliminata attraverso un sottile e lungo condotto, l’uretere, che le permette di raggiungere la vescica. Il rene è quindi costituito principalmente da due tipi di cellule: le cellule che effettuano l’azione depurativa e regolatrice, e le cellule che rivestono l’uretere e la pelvi renale, dette di transizione.

La funzione del rene è quella deregolare e bilanciare la quantità di acqua presente nell’organismo, di bilanciare alcuni sali minerali (in particolare sodio e potassio) e soprattutto di eliminazione dei residui azotati, ovvero dei prodotti residui al metabolismo delle proteine.

Fattori di rischio

  • Fumo di tabacco;
  • Obesità;
  • Ipertensione;
  • Familiarità, soprattutto quando è presente la sindrome di Von Hippel Lindau, un disordine genetico trasmissibile che porta alla formazione di cisti oculari e cerebrali, oltre a favorire la formazione del cancro del rene.

I sintomi più comuni

  • Sangue nelle urine, che assumono il colore del marsala, o rossastro;
  • Dolore al fianco;
  • Una tumefazione a livello del fianco;
  • Perdita di peso, debolezza, disappetenza;
  • Febbre o febbricola;
  • Senso di prostrazione.

Diagnosi

Il sospetto diagnostico può essere già posto alla visita clinica dell’addome, quando siano presenti uno o più dei sintomi descritti sopra, specialmente in presenza di sangue nelle urine.

Non esistono esami del sangue sicuramente diagnostici, mentre già l’ecografia è in grado di fare la diagnosi, essendo il rene particolarmente ben esplorabile con questa metodica.

L’iter diagnostico andrà poi completato con la TAC e la risonanza magnetica dell’addome, che sono in grado di fornire tutte le informazioni necessarie a stabilire una efficace strategia terapeutica.

Quale trattamento?

Ormai esistono molti studi randomizzati e review che dimostrano come la chirurgia laparoscopica costituisca il “gold standard” nel trattamento del cancro del rene.

Una volta effettuata la stadiazione si prenderanno in esame le varie opzioni chirurgiche.

Per i tumori di stadio 1, quelli fino a 7 cm di diametro, è ormai ampiamente osservato che l’asportazione parziale del rene è la migliore soluzione, in quanto permette la rimozione radicale del tumore ed allo stesso tempo una qualità di vita migliore, riducendo il rischio di andare incontro ad un’insufficienza renale.

Nei tumori di maggiori dimensioni o che siano cresciuti infiltrando i tessuti adiacenti si ricorrerà alla nefrectomia (asportazione completa del rene).

Il tumore od il rene vengono asportati attraverso delle piccole incisioni effettuate sul fianco o sopra il pube, sia per migliorarne il risultato estetico, sia perché provocano meno dolore.

In alcuni casi l’asportazione può essere estesa ad organi vicini che siano interessati dal tumore come il fegato, il surrene od il diaframma. In altri casi l’asportazione può essere estesa alle vene che portano via il sangue dal rene al cuore, all’interno delle quali si può trovare un ammasso di cellule (trombo), costituito da cellule neoplastiche (nefrectomia allargata).

In ogni caso, in un soggetto sano, l’asportazione del rene non comprerà alcun peggioramento della funzione renale, in quanto il rene controlaterale si svilupperà, anche come dimensioni, per mantenere normale la funzionalità renale.

Le altre terapie oncologiche, da praticarsi solo se il tumore si fosse diffuso ed il suo stadio sia avanzato, sono al momento in grande sviluppo soprattutto per la scoperta di nuovi farmaci biologici che effettuano la cosiddetta target terapia, ovvero colpiscono il bersaglio lasciando indenni le cellule sane.

E la laparoscopia?

Come ho già detto prima, la chirurgia dei tumori del rene è per lo più eseguibile in laparoscopia con i relativi vantaggi. La chirurgia tradizionale necessita di grandi incisioni, estese dallo sterno al pube e, nei soggetti obesi, queste incisioni devono essere allargate lateralmente, per permettere di raggiungere ed asportare in modo oncologicamente corretto il tumore ed il tessuto circostante.

La chirurgia laparoscopica, evitando questi grandi tagli, permette di associare alla ridotta estensione della cicatrice e del dolore tutta una serie di vantaggi che nel paziente anziano od obeso sono particolarmente rilevanti.

La radicalità sotto il profilo della completezza dell’asportazione del rene e della capsula adiposa che lo circonda è sicuramente garantita, anche perché i tessuti, una volta distaccati da resto dell’organismo, vengono introdotti in un sacchetto di grandi dimensioni ed estratti senza venire a contatto con la parete addominale.

Nelle neoplasie localmente più estese, soprattutto se coinvolgono altri organi, il chirurgo potrebbe decidere di eseguire l’intervento con tecniche tradizionali.