Miomi, fibromi e fibromatosi uterina

Il mioma uterino (detto anche fibroma, fibromioma o leiomioma) è un tumore benigno della parete muscolare dell’utero. Può essere singolo e di grandi dimensioni, oppure di piccole dimensioni ed occupare gran parte della muscolatura uterina: in tal caso si parla di utero fibromatosoNe sono affette dal 25 al 50% delle donne, ma non tutte presentano sintomi o disturbi che destino l’attenzione della paziente o del medico.

I fibromi sono classificati in base alla loro posizione nella parete dell’utero:

  • Sottomucosi: si trovano al di sotto del rivestimento interno dell’utero
  • Intramurali: sono posti nello spessore della parete muscolare uterina
  • Sottosierosi: sono nella parte esterna dell’utero.

Sintomi

Per lo più questa patologia è asintomatica, ma circa il 20% delle donne portatrici di fibromi uterini lamenta sintomi; statisticamente, entro due anni dalla comparsa degli stessi, queste donne dovranno sottoporsi ad un trattamento.

I principali sono:

  • Senso di peso o dolore nella parte inferiore dell’addome
  • Dolore durante i rapporti sessuali
  • Mestruazioni abbondanti e prolungate
  • Dolore che si irradia al sacro ed alla colonna lombare
  • Senso di peso sulla vescica e disturbi urinari
  • Necessità di urinare con bisogno impellente od al contrario difficoltà a svuotare la vescica
  • Gonfiore addominale, difficoltà all’evacuazione delle feci.

In relazione alla sede, soprattutto se intramurali o sottomucosi, i fibromi possono compromettere la fertilità; circa il 70% delle donne che lamenta sterilità presenta miomi associati.

Diagnosi

La presenza di un mioma viene per lo più dimostrata già dalla visita ginecologica. Un’ecografia e la risonanza magnetica saranno poi in grado di chiarire meglio il numero e la sede dei miomi, e quanta parte dell’utero è coinvolta.

Fibroma e cancro dell’utero

I fibromi sono assolutamente delle patologie benigne e non possono trasformarsi in sarcomi (tumori maligni del tessuto muscolare). Questi ultimi sono estremamente rari e si possono sviluppare anche su un utero sano. Inoltre non vi è nessun rapporto tra il carcinoma (tumore maligno della mucosa) uterino ed i fibromi, anche perché originano da due diversi tessuti.

Trattamento

Il trattamento viene modulato in relazione ai sintomi ed all’età della paziente.

Nelle pazienti in età fertile si dovranno impiegare tutti i mezzi per mantenere la fertilità, eliminando per via isteroscopica i fibromi sottomucosi e ricorrendo alla laparoscopia per quelli a sviluppo intramurale o sottosieroso. Nelle pazienti con fibromatosi uterina diffusa, che siano sintomatiche e non siano più in età fertile si consiglia l’isterectomia.

Laparoscopia perchè?

La laparoscopia trova qui, come in tutte le patologie ginecologiche, la sua migliore espressione; anche perché il precursore della tecnica fu proprio un ginecologo, il prof. Semm. La tecnica laparoscopica permette di asportare in modo pressoché esangue i fibromi uterini intramurali e sottosierosi e consente di ricostruire in modo preciso e delicato la parete dell’utero.

L’intervento in laparoscopia è indicato per fibromi di dimensioni non eccezionali, in quanto, il ricorso a sistemi che frammentino i fibromi, come il morcellatore, potrebbero esporre la paziente ad impianto peritoneale di cellule: la cosiddetta fibromatosi peritoneale.

Nelle donne non più in età fertile che abbiano una fibromatosi con sintomi importanti, quali dolore o sanguinamento, è indicata l’asportazione dell’utero ed eventualmente anche delle tube e delle ovaie.

L’intervento, detto isterectomia (od istero-annessectomia, quando comprende l’asportazione di tube ed ovaio) può essere eseguito con tecnica laparoscopica. La laparoscopia, infatti, rende agevole l’identificazione dei vasi dell’utero e dei suoi annessi.

La caratteristica dell’isterectomia laparoscopica è che, per estrarre l’utero una volta distaccato dai tessuti che lo fissano, non si usano incisioni sulla parete addominale: l’organo verrà asportato dalla vagina; qualora l’organo fosse di dimensioni rilevanti, è possibile ridurlo di dimensioni con appositi strumenti, dopo averlo introdotto in un sacchetto.

Oltre ai già noti vantaggi di riduzione del dolore e di assenza di ferite chirurgiche della parete addominale, la tecnica laparoscopica riduce le complicanze da alterata cicatrizzazione, come la formazione di ernie postoperatorie, il cosiddetto laparocele.

Clinica Annunziatella

U.O.C. di Chirurgia Generale e Chirurgia Laparoscopica Avanzata
Direttore Dott. Bruno Benini

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