Diverticolite e diverticolosi del colon

Cosa sono i diverticoli e la diverticolosi?

Si tratta di una malattia molto frequente che colpisce oltre il 40% della popolazione oltre i 45 anni ed oltre il 60% di quella oltre gli 80.

È determinata dalla formazione di piccole tasche della parete del colon, soprattutto della sua parte terminale (colon sinistro e sigma). Questi piccoli sacchetti, che possono essere numerosissimi, si formano per un aumento della pressione all’interno dell’intestino.

Cause di ciò sono una dieta povera di scorie, la stipsi e il colon irritabile che provocano una serie di spasmi del colon e un aumento della pressione al suo interno. Se alla base vi è una certa predisposizione costituzionale e familiare, contribuiscono allo sviluppo della malattia diverticolare anche l’obesità e lo scarso esercizio fisico. Un tempo si pensava che l’ingestione di semi o nocciole, noccioline o altra frutta secca fossero responsabili degli attacchi di diverticolite. Adesso questa teoria non è più valida.

La diverticolosi spesso non è associata a una sintomatologia particolare ma determina solo dolori a carico della parte inferiore dell’addome, sia a sinistra che a destra, alterazioni delle abitudini intestinali con stipsi ostinata che può associarsi a diarrea e gonfiore addominale.

Il trattamento consiste nel cambio dello stile di vita e di alimentazione.

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Cos’è la divericolite?

La diverticolite è la complicazione della diverticolosi, che insorge acutamente.

La presenza di un alto numero di microbi all’interno dell’intestino fa sì che la parete intestinale di questi sacchetti sia soggetta a episodi infiammatori o infettivi, spesso ricorrenti, durante i quali questi microbi possono attraversare la parete intestinale formando al di fuori di essa dei piccoli ascessi (raccolte di pus). Quando uno o più diverticoli si infettano e si infiammano si determina la diverticolite, che è caratterizzata da febbre e dolore addominale; se di grado lieve si risolve con una terapia antibiotica ed il digiuno. In altri casi il quadro è più grave e spesso richiede il ricovero e in alcuni casi l’intervento chirurgico.

La diverticolite può avere alcune complicanze acute:

  • Formazione di ascessi nel peritoneo, anche di grandi dimensioni. Queste raccolte di materiale purulento richiedono un trattamento per svuotarne il contenuto, che in alcuni casi può essere fatto con una puntura dall’esterno, ma in altri richiede un trattamento laparoscopico di lavaggio e drenaggio delle cavità.
  • La perforazione del colon, complicazione molto seria, poiché le feci fuoriescono nella cavità addominale, la contaminano e determinano una peritonite gravissima. Questa situazione richiede un trattamento chirurgico immediato, che consiste nell’asportazione del colon malato e nella toilette intestinale. Il chirurgo sceglierà, in relazione al quadro cui si troverà davanti, se procedere alla ricostruzione dell’intestino o se metterlo a riposo per via della forte infiammazione e collegarlo ad un sacchetto posto sulla parete addominale. Il paziente sarà quindi costretto a un nuovo intervento per la ripresa della canalizzazione.
  • L’emorragia è un’altra complicanza grave della diverticolite. In alcuni casi, il sanguinamento può essere molto abbondante e richiedere la trasfusione di sangue, soprattutto se il paziente fa uso di anticoagulanti per il trattamento di altre malattie. Non sempre la terapia medica è sufficiente alla risoluzione del quadro emorragico, che in alcuni casi può essere veramente grave, e quindi è solo l’intervento chirurgico a poterla arrestare.
  • La formazione di fistole, ovvero di comunicazioni tra colon ed un altro organo (vescica, vagina, intestino tenue), attraverso cui possono passare le feci provocando infezioni secondarie (ad esempio emissione di feci con le urine ed infezioni urinarie ricorrenti).

Quando è necessario operare la malattia diverticolare?

  • Quando la diverticolite è complicata da ascesso, perforazione od emorragia;
  • Quando si formano fistole (comunicazioni) con altri organi (intestino tenue, vagina o vescica);
  • Quando i ripetuti attacchi di diverticolite abbiano provocato una stenosi, cioè un restringimento dell’intestino che alla lunga porta all’occlusione intestinale e che comunque darà disturbi del transito;
  • Quando il paziente abbia subito due o più attacchi di diverticolite severa o quando ne abbia subito anche uno solo, ma sia sotto i 45 anni di età.

In cosa consiste l’intervento?

L’intervento prevede l’asportazione del colon sigmoideo (sigma) e nella sua anastomosi (ricucitura) alla parte finale dell’intestino, il retto.

L’intervento può essere effettuato con tecnica convenzionale a cielo aperto, ma è sicuramente preferibile eseguirlo in laparoscopia per i ben noti vantaggi, quali: minor dolore postoperatorio, migliore risultato estetico, più rapida ripresa funzionale e minor durata del ricovero.

Infatti generalmente sono sufficienti 4 fori ed un’incisione, uguale a quello dell’appendicectomia, per eseguire l’intervento.

Anche nel trattamento chirurgico della diverticolite vengono in aiuto tutti quegli strumenti di ultima generazione che tagliano e coagulano usando la radiofrequenza o gli ultrasuoni e che sono descritti nella sezione dedicata agli strumenti per la chirurgia laparoscopica.