Ernia iatale, che cos’è e come curarla

Riporto il contenuto della mia intervista al quotidiano Il Giornale del 19/04/2021.


L’ernia iatale è un disturbo che colpisce il 15% degli italiani, soprattutto donne e in sovrappeso. È caratterizzato da uno spostamento di una parte dello stomaco nel torace e provoca problemi all’apparato digerente

L’ernia iatale è un disturbo molto diffuso che consiste nel passaggio di una parte dello stomaco nel torace. Si stima che il 15% della popolazione italiana ne soffra.

I soggetti più a rischio sono gli over 50 e i soggetti in sovrappeso o obesi. Inoltre, secondo la statistica medica i casi di ernia iatale sarebbero sensibilmente più diffusi tra le donne, rispetto agli uomini.

Quali sono i sintomi e le cause dell’ernia iatale

Dal punto di vista anatomico l’ernia iatale è caratterizzata da un allentamento delle pareti dello iato diaframmatico esofageo. Quest’ultimo non è altro che una piccola apertura del diaframma. «Una condizione gravissima si verifica quando lo stomaco in toto si sposta nel torace e si capovolge, il cosiddetto “upside-down stomach” (letteralmente stomaco sottosopra). Si tratta di una complicazione gravissima, molte volte mortale, in cui le arterie che nutrono lo stomaco vengono attorcigliate, senza quindi permettere più il passaggio del sangue all’organo, che va quindi in necrosi»: ci spiega il DottBruno Benini, specialista in Chirurgia Generale e Toracica e Direttore del Centro di Chirurgia Laparoscopica Avanzata presso la Clinica Nuova Annunziatella di Roma.

Tra i sintomi più comuni che caratterizzano l’ernia iatale vi è il reflusso gastroesofageo, la sensazione di avere la bocca amara, un’eccessiva salivazione, dei rigurgiti acidi e dolori fastidiosi al torace. A volte può persino essere asintomatica. «Molto spesso si associa erroneamente l’ernia iatale con il reflusso gastroesofageo, ma queste due patologie non sempre sono abbinate, perché spesso possiamo avere reflusso senza ernia iatale ma anche ernia iatale senza reflusso», ci precisa il Dott. Benini.

Questo disturbo può essere provocato da traumi addominali e lesioni. A volte anche la gravidanza può causarla per via della pressione addominale che la caratterizza. Vi sono inoltre delle abitudini scorrette che possono incentivare la sua comparsa, come indossare vestiti che stringono troppo l’addome.

Come curare l’ernia iatale

«Per l’ernia iatale non esiste una cura medica, tranne quelle che danno un beneficio al reflusso. L’unica cura disponibile è quella chirurgica. Attraverso un accesso mini-invasivo, laparoscopico, si riposiziona lo stomaco nella sua corretta posizione anatomica, fissandolo in addome con apposite suture (per prevenirne altre “fughe”), e si rimodella lo iato esofageo allargato con punti e con l’impiego di una rete biocompatibile. L’utilizzo della tecnologia laparoscopica permette di ridurre il dolore postoperatorio e consente al paziente la possibilità di alzarsi, consumare un pasto poche ore dopo l’intervento e di fare ritorno l’indomani a casa con la prescrizione, di seguire una dieta apposita», ci spiega l’esperto.

Un’alimentazione sana e uno stile di vita corretto possono infatti essere utili per prevenire la comparsa dei sintomi dell’ernia iatale. Per quanto riguarda l’alimentazione vi sono dei cibi che sono da preferire rispetto ad altri, perché facilmente assimilabili dall’organismo. Tra gli alimenti consigliati vi sono i cereali, la frutta e la verdura, in particolare le mele e le banane, l’ananas e la papaya che contengono delle sostanze e degli enzimi che svolgono una preziosa azione lenitiva durante la fase della digestione. Un altro alimento che apporta benefici all’apparato digerente è il pesce, ricco di preziosi omega-3.

Da evitare sono i cibi piccanti o a base acida, come gli agrumi e i pomodori, che tendono ad aumentare il livello di acidità all’interno dello stomaco. Il consumo di insaccati, latticini e cibi fritti è da limitare se si soffre di questo problema. L’eccessivo consumo di caffè e bevande a base di teina potrebbero peggiorare il problema. Al fine di proteggere le mucose dello stomaco da eventuali irritazioni provocate dal cibo che ingeriamo, un ottimo rimedio è quello di bere tanta acqua durante la giornata. La raccomandazione è di berne due litri giornalieri.

Inoltre dopo i pasti bisognerebbe evitare di riposare o fare sforzi fisici. Al bando sono il fumo e lo smodato utilizzo di sedativi, aspirine e farmaci a base di ibuprofene. Chi soffre di questo problema non dovrebbe inoltre indossare vestiti che stringono troppo l’addome.

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Clinica Annunziatella

U.O.C. di Chirurgia Generale e Chirurgia Laparoscopica Avanzata
Direttore Dott. Bruno Benini

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